Umbria poesia, a Perugia l’ultimo incontro della rassegna.

Martedì 6 giugno una riflessione sull’essere madri nell’attualità. Ospite Biancamaria Frabotta

 

Arriva a conclusione la prima stagione del 2017 di Umbria Poesia, rassegna organizzata dall’omonima associazione con un calendario di incontri mensili tematici, che ripartirà in autunno con il nuovo cartellone di appuntamenti. ‘Poesia e madri’ è al centro dell’ultimo incontro di martedì 6 giugno, che si terrà come di consueto nei locali di Umbrò e avrà come ospite Biancamaria Frabotta, docente di letteratura alla Sapienza e femminista militante.

Padri e madri, maschile e femminile Intorno alla figura della madre si chiude il percorso di Umbria Poesia, in pendant perfetto con l’appuntamento dello scorso febbraio, in cui Milo De Angelis aveva ripercorso le apparizioni e le simbologie della figura paterna attraverso la poesia del Novecento. Una chiusura del cerchio, non solo come stimolo di riflessione sulle figure genitoriali nella loro diversità e sulla forze opposte ma cooperanti del maschile e del femminile, ma anche e soprattutto come sguardo sul contemporaneo. Cosa significa “madre” nell’attualità?

Madri oggi L’emancipazione della donna dalla sua identificazione con la funzione riproduttiva e da una visione rigida della vita matrimoniale, con il conseguente aumento delle madri senza compagno che, sole, diventano cardine dell’educazione dei figli. La maternità, quindi, come occasione di riscatto della donna e di innovazione dei modelli formativi. Questo è il contesto da cui Umbria Poesia partirà per riflettere insieme a Biancamaria Frabotta, già docente di letteratura italiana alla Sapienza, che ha attraversato da militante gli anni del femminismo, curando la prima decisiva antologia di poesia femminile in Italia (‘Donne in poesia’, Savelli, 1976). Dalle raccolte ‘Affeminata’ (Geiger, 1974) e ‘Il rumore bianco’ (Feltrinelli, 1981) a ‘Da mani mortali’ (Mondadori, 2012), Frabotta si è sempre posta in problema di scardinare le dittature di ruoli attraverso la scrittura, all’insegna di un equilibrio della dualità tra polo femminile e polo maschile. Un processo di dilatazione dei confini della soggettività descritto in modo emblematico anche nel libro di prose di Biancamaria Frabotta  ‘Quartetto per masse e voce sola’ (Donzelli, 2009). Interagiranno le due giovani voci, maschile e femminile, di Federico Scaramuccia ed Elena Zuccaccia, con alcuni dei loro ultimi testi tratti dalle raccolte ‘Come una lacrima’ (d’if, 2011 ) e ‘Ordine e mutilazione’ (Pietre vive, 2016). Il motivo del corpo e quello della singolarità in rapporto alla coralità saranno il filo conduttore fra le generazioni.

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